Video dell’intervista a TeleFriuli

La mattina del 2 Novembre ho avuto l’opportunità di essere intervistato in diretta su Telefriuli, alla trasmissione  “Ore 7” condotta da Alessandro Di Giusto. Durante i 15 minuti di intervista ho potuto parlare del mio ultimo reportage in Iraq e di raccontare diversi aneddoti e curiosità del viaggio. Devo ringraziare il giornalista, nonché conduttore, Alessandro Di Giusto, per le interessanti domande, e il giornalista del Messaggero Veneto Vittorio Regattin. È stata un'esperienza costruttiva per me, e credo che ascoltare questa intervista sia un’opportunità per conoscere alcuni dettagli nascosti di questo ultimo mio viaggio. 

Articolo del mio reportage a Mosul sul Messaggero Veneto

“Le foto di un giovane friulano raccontano l’inferno di Mosul”

Sul Messaggero Veneto di domenica 24 settembre è stato pubblicato (a pagina 38) un articolo sul mio viaggio in Iraq. L’articolo, scritto da Simone Firmani, è disponibile anche nella versione online, ed è l’estratto di una lunga video intervista. Vi lascio la foto della pagina del giornale, il link all’articolo online e i link alle pagine con tutte le foto e il reportage completo, sul mio portfolio.  

Le foto di un giovane friulano raccontano l’inferno di Mosul - Messaggero Veneto

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I link al reportage sul mio portfolio (la pagina del reportage sulle persone/rifugiati è incompleta, tornate a visitarla più avanti nel tempo e troverete sicuramente nuove fotografie):

 Mosul, iraq 2017 - Giulio Magnifico

Iraq 2017 - Giulio Magnifico 

 

e il testo completo:

 

Giulio Magnifico nella vita fa l’impiegato: la sua passione l’ha portato in Iraq. Lì, nell’ex roccaforte dell’Isis, si continua a vivere tra gli spari dei cecchini di Simone Firmani

di Simone Firmani 24 settembre 2017

 

UDINE. Giulio Magnifico ha 29 anni, un lavoro come impiegato, ma una passione che supera ogni immaginazione. Nel tempo libero fa il fotografo freelance, un’attività che nei primi giorni di settembre, senza alcun tipo di rimborso, lo ha portato fino a Mosul, ex roccaforte dell’Isis e, da circa due mesi, città liberata dall’esercito iracheno. O quasi.

«La parte nuova della città è totalmente in mano alla coalizione iracheno-americana - spiega Magnifico -, ma è nella parte vecchia, al di là del fiume Tigri, che rimangono i maggiori problemi. Mancano acqua ed elettricità. Inoltre nei tunnel sotterranei e tra le macerie continuano a nascondersi alcuni cecchini dell’Isis. Gli spari non sono finiti».

Nato a Gemona ma residente a Udine, Magnifico è affascinato dalla cultura mediorientale, che lui stesso definisce come calda e aperta, totalmente diversa dalla nostra. Proprio per conoscere questo mondo più da vicino, più di una volta ha preso la sua macchina fotografica ed è partito per compiere alcuni reportage. A inizio mese è atterrato a Diyarbakir in Turchia.

Da qui, a bordo di un’automobile si è diretto verso il confine con l’Iraq. Dopo una serie di severi controlli, ha raggiunto Zakho, una delle prime città nord irachene, infine Dahuk, dove avrebbe incontrato una sua vecchia conoscenza: Hashim, un ragazzo di vent’anni che lo avrebbe guidato fino a Mosul, suo vero obiettivo. «L’avevo incontrato tre anni prima, in un campo profughi iracheno, in uno dei miei primi viaggi. Era l’unico che parlasse l’inglese, così siamo diventati amici. Con lui poche settimane fa sono arrivato a Mosul e ho potuto visitare gran parte della città».
Magnifico si è trovato di fronte a una situazione surreale. Dove prima c’era grande vita ora vige il silenzio completo, ogni tanto rotto dal rumore delle macerie mosse dal vento o da qualche sparo, eco di una guerra che dal 2014 ha fatto migliaia di vittime. Nella parte vecchia della città esiste solo una strada, il resto è il nulla assoluto, totalmente da ricostruire.

Con il suo amico iracheno, Magnifico si è addentrato tra le rovine di Mosul, ma non ha avuto vita facile. «Nessuno credeva che fossi lì per scattare foto per conto mio. Credevano fossi inviato da qualcuno. Più volte mi è stato ordinato di cancellare le foto, ma per fortuna sono sempre riuscito a recuperarle.

Un giorno, alcuni militari iracheni, dopo averci perquisito, ci hanno caricato su un taxi e diretto verso la “green zone”, luogo adatto a fotografi e giornalisti. Tuttavia, lì non c’era assolutamente nulla e il tassista, molto gentile, ci ha fatto fare un giro per la città. Ci siamo fermati nella parte vecchia. Questo mi ha permesso di conoscere meglio quei luoghi devastati».

L’enorme desiderio di fotografare ha poi portato il ragazzo friulano a visitare, nei giorni seguenti, città come Lalish e Sinjar, a nord di Mosul, e alcuni campi profughi. Qui è venuto a contatto con chi ha vissuto la guerra sulla propria pelle, potendo così compiere definitivamente l’obiettivo del proprio viaggio. «A me piace raccontare storie emozionanti e intense - dice Magnifico -. In questo caso, nel mio reportage ho voluto raccontare storie mediorientali, dove nonostante la situazione di guerra, gli sguardi delle persone mantengono scintille di vita che non sono paragonabili agli sguardi europei.

Gli sguardi dei bambini, ad esempio, sono pieni di speranza. Alcuni di noi in situazioni del genere probabilmente si lascerebbero andare, lì invece si continua a tenere duro».

Una buona parte del reportage di Magnifico, comprensivo di foto e video, è disponibile sul suo sito personale, www.giuliomagnifico.it. Nei giorni seguenti il fotografo svilupperà ulteriori scatti. Infine ci sarà l’ultimo passo da compiere: «Conto di organizzare una mostra a Udine molto presto».

Esposizione personale Sipas al Caffè dei Libri di Udine

Mercoledì 28 Giugno ho avuto il piacere di inaugurare la mia esposizione personale Sipas/Grazie, già esposta a Tolmezzo (vedi vecchio post), al Caffè dei libri di Udine. La mostra sarà visitabile tutti i giorni eccetto la domenica, fino al 22 luglio presso il Caffè dei libri, in via Poscolle, 65 a Udine. Si compone di 43 foto 80x60cm e un video che raccontano il mio viaggio in Iraq nell'estate del 2014, durante la guerra e il dramma degli Yazidi.

"Questo è il reportage del mio viaggio nel Kurdistan Iracheno.
Partito da Diyarbakir (Turchia) ho proseguito il mio viaggio all'interno dell'Iraq attraverso le città di Zakho ed Erbil. Le foto scattate catturano scene di vita e volti dei rifugiati iracheni, spesso di origine yazida, costretti ad abbandonare le loro città, le loro case, le loro famiglie, a causa dell'avanzata dell'ISIS.
Nei miei scatti ho voluto immortalare scene di vita quotidiana, all'interno di edifici dove vivono dozzine di famiglie, nei parchi, diventati campi profughi, dove i giochi, gli scivoli, le altalene vengono adoperati come appendiabiti e divisori.
Ho fotografato dentro questi campi profughi, mancanti di tutto a partire dai bagni, dentro le scuole svuotate dai banchi e dalle sedie per permettere alle persone di viverci, ma lo spazio non è mai abbastanza e spesso molti rifugiati sono costretti a dormire all'aperto.
Questo viaggio mi ha fatto scoprire un popolo che, nonostante tutto, conserva la sua dignità e spera in un futuro migliore.
Grazie, sipas"

Colgo l'occasione per ringraziare tutte le persone presenti all'inagurazione (nonostante il tempo pessimo), Luca e Giulia del Caffè dei libri per l'opportunità e l'assessore alla cultura del comune di Tolmezzo, Marco Craighero, per aver concesso l'utilizzo delle foto precedentemente stampate per il comune di Tolmezzo. 

Audio e foto dell'incontro con l'autore al Circolo Fotografico "La Filanda" di Mogliano Veneto

Mercoledi 24 Maggio ho avuto il piacere di essere stato ospitato dal Circolo Fotografico "La Filanda" di Mogliano Veneto all'interno del  programma "Incontri con l'autore". Colgo l'occasione per ringraziare tutti i partecipanti e gli organizzatori, e di seguito vi lascio l'audio e alcune foto della serata.

Inaugurazione esposizione "DeTagli Friulani" nel ristorante Pepata di Corte a Udine

Giovedì 20 Aprile 2016 ho inaugurato una piccola ma importante esposizione presso il ristorante e osteria "Pepata di Corte", in Corte Savorgnan a Udine. L'esposizione è composta da dieci fotografie 30x45cm, stampate da Foto Piccinin su carta Hahnemühle cotonata da 300gsm e inserite in una cornice bianca con passepartout. Ho selezionato queste foto con l'intento di far trasparire il Friuli più "vero e profondo" senza mai mostrarlo esplicitamente ma rappresentandolo attraverso dettagli e particolari. A partire dal titolo: 'DeTagli' appunto (il "taglio" in Friuli è sinonimo di bicchiere di vino) passando per il fogolar (il focolare) e le partite di briscola, senza dimenticare il tagliere di formaggi e le mani vissute che aprono le castagne... Vi lascio la galleria con una cinquantina di foto scattate durante l'evento e ringrazio il titolare della "Pepata di Corte", Luca, e tutti gli amici presenti a questa bella serata!

Mentre qua sotto potete vede le foto dei "preparativi", ovvero il giorno in cui ho ritirato le stampe da Foto Piccinin e le ho guardate per la prima volta.

Conferenza al CSS - Circolo Fotografico Centro Stile Salgareda

Grazie all'invito del Circolo Fotografico Centro Stile di Salgareda, e in particolare a Donatella Basso, giovedì 26 Febbraio 2017 ho tenuto una presentazione delle mie foto all'interno del loro circolo fotografico. Volevo ringraziare tutti i partecipanti e l'organizzazione per la perfetta riuscita dell'evento, e lasciare alcune foto e l'audio (purtroppo registrato con iPhone a causa della dipartita del registratore vocale).

Conferenza alla scuola media Valussi di Udine

Giovedì 2 Febbraio 2017 sono stato invitato a raccontare i miei viaggi, le mie foto, il proselitismo online dei terroristi e in generale la situazione del medio oriente tra Siria, Iraq e terrorismo, presso l'auditorium della scuola media Valussi di Udine. 

È stata una bella esperienza (che probabilmente si ripeterà), devo ringraziare la prof Nassimbene, tutti i professori dei ragazzi, la preside e i ragazzi stessi che erano davvero interessati. Vi lascio alcune foto e spero a breve di aggiornare con il video girato dai ragazzi.

I miei scatti usati su Famiglia Cristiana (nuovo numero)

Anche sul nuovo numero (1° numero di Gennaio 2017) di Famiglia Cristiana ci sono 4 scatti miei, e sopratutto sono stati raggiunti ottimi obiettivi con la raccolta fondi, come scritto nell'articolo. Fa sempre piacere sapere che con grazie alle mie foto posso aiutare molto di più di quello che potrei finanziamente.

Se volete dare il vostro contributo potete farlo da qui: Fondazione Giovanni Paolo II

I miei scatti usati su Famiglia Cristiana per una raccolta fondi

In questi giorni è in edicola un progetto a cui ho orgogliosamente partecipato: si tratta dell'utilizzo di una dozzina di miei scatti come campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi su "Famiglia Cristiana" per i bambini cristiani di Aleppo. Basta che compriate il giornale e all'interno ci sono le mie foto, un lungo articolo che spiega la situazione e il bollettino con cui fare una donazione (cosa che io ho già fatto).

...mi ha fatto molto piacere partecipare a questo progetto! Sapere che i miei scatti vengono usati per aiutare e dare voce a qualcuno, in particolare ai bambini, è una cosa non può che rendermi contento! È il motivo per cui scatto queste foto e realizzo questi reportage: ricordare e far riflettere guardando i soggetti che ritraggo.

I miei ringraziamenti vanno ad Andrea Verdi per aver coordinato il progetto e scelto le mie foto e ovviamente a tutto il loro team ed editore.

Vi lascio qualche foto dell'articolo.